Emilia – Romagna, terra col trattino. Un trattino lungo 100 Km che si chiama Percorso Primaro e che attraversa il Comune di Argenta. Un percorso ciclabile perfettamente pianeggiante di paesaggi bucolici, di campagne infinite segnate da fiumi che cambiano nome e percorso, di valli d’acqua dolce o salmastra, di boschi primigeni e pinete marine. Un verde trattino che collega la New York del ‘500: Ferrara, all’ultima Capitale dell’Impero Romano d’Occidente: Ravenna. A sud Bologna, l’ Emilia e l’Appennino. Nel bel mezzo Argenta: cittadina agricola che da più di 2000 anni si dondola fra gli Este ed i Bizantini. Ombelico di tre Provincie (Ferrara, Ravenna, Bologna) dove tutti possono sentirsi a casa, terra di confine, dove 20.000 umani parlano quattro dialetti, dove i tortellini diventano cappelletti cambiando dimensioni ed un poco gli ingredienti. Una terra piatta, perfetta per il ciclismo, anzi per il ciclo- turismo. Qui tutti nascono ciclisti, in tutte le famiglie le biciclette sono più numerose dei parenti. Le nostre nonne ci andavano a lavorare in risaia, i vecchi ci andavano a pescare, le staffette partigiane ci andavano a morire… come l’Agnese in sella ad una “biga” (così si chiamano da noi!).

Ferrara città delle biciclette, ma tutto l’intorno è terra di due ruote, una terra in equilibrio! Ed in equilibrio si va su questo trattino, verde e fresco ma anche caldo e assolato come l’oro dei campi di grano o dagli splendidi colori autunnali. Un trattino che si può pedalare tutto l’anno, che si sta in alto sull’argine del Fiume Reno, l’antico Po di Primaro, che da lassù c’è visuale, si respira, ci si riempiono gli occhi. Un percorso protetto dal traffico, che passa per i paesini, per le cantine dei vini delle sabbie, attraverso estese aziende agricole, nel bel mezzo di piccole operose comunità, fra i bar e le vecchie trattorie. Un percorso servito da due linee ferroviarie che collegano Ferrara, Ravenna e Bologna. Un percorso che è anche una rete di strade bianche distese lungo i canali che arrivano al mare e che bordano le grandi bonificazioni dai nomi strani: Valle Amara, Fossa Uomini, Fossa dei Socialisti, Becco dell’Anatra. E poi il piccolo traghetto sul fiume Reno, come una volta…

Da questa terra è passata la Storia: i Celti, gli Etruschi, i Romani, i primi cristiani con le loro pievi, il primo anti- Papa. Federico da Montefeltro, che nel 1482 vi lascerà la vita combattendo una battaglia navale (su un fiume!) per gli Estensi contro la Serenissima. E poi ancora, la trafila di Garibaldi, la morte di Anita, le rivolte dei braccianti del ‘900, il martirio di Don Minzoni, i partigiani e l’ultima battaglia del fronte italiano della II Guerra Mondiale (l’Argenta GAP). Un trattino si diceva, lungo 100 Km che vi consentirà di vivere tutto ciò dalla sella della vostra bicicletta, al passo che più vi aggrada.

 

PRIMARO STORY

Il sentiero Primaro nasce con lo scopo di ripercorrere il tracciato dell’antico Po di Primaro, Padus Primarius, ramo deltizio principale del fiume Po (Padus Maior). Esso nasceva in corrispondenza di Ferrara, lambiva Argenta e, dopo aver costeggiato a sud le Valli di Comacchio, sfociava con un ampio estuario in Adriatico circa 18 km a nord di Ravenna. Esso riceveva i fiumi ed i torrenti dell’Appennino bolognese e Pistoiese, fra cui il Reno e dell’Appennino Romagnolo, dal Sillaro al Lamone.

Nel 1152 il Po ruppe l’argine sinistro presso Ficarolo, nell’allora Transpadana Ferrarese, la rotta spostò il letto del fiume alcune decine di km a nord e le acque del ramo di Primaro si ridussero notevolmente.

Fra la metà del 1400 e la metà del 1500 vennero realizzati i lavori di irreggimentazione dei fiumi romagnoli, tutti a carattere torrentizio, Santerno, Lamone e Senio che furono arginati e fatti confluire nel Primaro.

Il corso d’acqua mantenne la propria importanza nel commercio tra le città di Ferrara e Ravenna fino al 1592 quando Alfonso II d’Este chiuse il ramo di Primaro per conservare la navigabilità del Po di Volano che da Ferrara seguiva un corso rettilineo verso il mare.

Nel 1598 il Ducato di Ferrara ritornò sotto la sovranità dello Stato Pontificio che realizzò tutti i successivi interventi fino all’Unità d’Italia.

La Bonifica Clementina, dal nome di Clemente VIII, papa fino al 1605, consistette in diversi interventi: nuovo escavo dell’alveo da Ferrara fino a S. Alberto, conduzione nel Primaro del torrente Sillaro, rettificazione del Santerno e distacco del Lamone che fu condotto in mare su un altro corso.

Nella metà del XVIII secolo il Reno, che non aveva sbocco al mare ma spagliava nelle valli, fu immesso nel Primaro presso l’abitato di Argenta tramite il Cavo Benedettino, un canale artificiale scavato fra quest’ultima e S. Agostino. Le paludi che caratterizzavano la zona della Valle Padusa furono successivamente bonificate.

Nella seconda metà del XVIII secolo furono realizzate le ultime modifiche che hanno dato al Po di Primaro, ora Fiume Reno, l’assetto attuale, ovvero una rettificazione di 4 km a nord est di Alfonsine e di 12,5 km a valle di Bastia, da allora il corso del Fiume non attraversa più gli abitati di Filo e Longastrino.

Attualmente il Primaro consiste in un canale di Bonifica che si stacca dal Po di Volano a Ferrara nei pressi di San Giorgio e si dirige a sud verso Molinella per poi confluire nel fiume Reno a Traghetto, tramite impianto di sollevamento.

Il ricordo del vecchio fiume rimane ancora nell’immaginario degli abitanti anziani dei Paesi lambiti dal Reno, che per indicare le zone oltre il Reno dicono di la’da Po’.